Sempre più imprese e professionisti utilizzano i pagamenti elettronici nella gestione quotidiana della propria attività. Per favorire la diffusione di questi strumenti, la normativa prevede un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni addebitate sui pagamenti elettronici, un’agevolazione che continua ad essere operativa anche nel 2026.
Chi può beneficiare dell’agevolazione
Il credito d’imposta spetta agli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, nell’anno precedente a quello di riferimento, abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro.
L’agevolazione riguarda le commissioni applicate ai pagamenti effettuati tramite:
- carte di credito;
- carte di debito;
- carte prepagate;
- altri strumenti di pagamento elettronico tracciabili.
Le operazioni devono riferirsi a cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate nei confronti di consumatori finali.
Come si utilizza il credito
Il credito d’imposta è pari al 30% delle commissioni pagate e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, a partire dal mese successivo a quello in cui la spesa è stata sostenuta.
La documentazione relativa alle commissioni deve essere conservata per dieci anni, così da poter dimostrare il diritto all’agevolazione in caso di controlli.
Indicazione nel Modello REDDITI 2026
Il credito maturato deve essere riportato nel Modello REDDITI 2026, compilando il quadro RU con l’apposito codice previsto dall’Agenzia delle Entrate.
Poiché l’agevolazione rientra tra gli aiuti di Stato in regime “de minimis”, è inoltre necessario compilare il prospetto dedicato presente nel quadro RS.
Un’opportunità da non trascurare
Il credito d’imposta sulle commissioni POS rappresenta un’opportunità concreta per ridurre il costo dei pagamenti elettronici. Per evitare errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi è fondamentale verificare il possesso dei requisiti, conservare la documentazione delle commissioni sostenute e compilare correttamente i quadri dichiarativi previsti.
Per valutare la corretta applicazione dell’agevolazione e l’indicazione nel Modello REDDITI 2026 è consigliabile rivolgersi al proprio consulente di fiducia.